Di Preta non sappiamo con certezza la data di nascita.
Preta, è una frazione di Amatrice, distante circa 7 km, con altitudine 1192 s.l.m., in cui nei mesi estivi soggiornano più di 400 persone.
La presenza di insediamenti risalenti all' epoca romana che, diedero origine alle cosiddette "villae," è testimoniata da numerosi reperti archeologici ritrovati in zona. A seguito della discesa in Italia dei barbari tali territori furono distrutti, e le popolazioni superstiti trovarono rifugio attorno alle chiese rette da monaci e, difese dai cosiddetti castelli come quello di Filetta, di Matrice e di Trione.
L' accrescersi poi del potere spirituale e temporale dei monasteri portò al sorgere delle prime abbazie.
Attorno all' anno mille esisteva un castello detto CASTRUM TRIOGINIS situato dove oggi sorge l' abitato di Castel Trione, ed un monastero dedicato a San Lorenzo, divenuto poi abbazia.
Le terre di proprietà dell' abbazia, denominate "cellae", erano un complesso di case coloniche, con servi e contadini dediti al lavoro dei campi; quasi sicuramente Preta era una "cella" di proprietà dell'abbazia. Il susseguirsi di una serie catastrofica di terremoti, alluvioni e pestilenze, determinarono la definitiva scomparsa del castello prima e dell' abbazia poi. I superstiti, con molta probabilità si spostarono a Preta, luogo più in alto e posizionato su di un costone roccioso e pertanto più sicuro. Il luogo preciso dove si trovava l'abbazia è oggetto di molte discussioni: per alcuni pare si trovasse proprio vicino al castello, per altri in un piano sottostante. Nella vecchia tradizione di Preta, invece, si racconta da sempre che, nella zona chiamata San Lorenzo, una zona pianeggiante posta sotto Preta tra il fiume Tronto e l'attuale abitato (per chi è pratico, sotto la fonte "Collerocco"), sorgesse anticamente un'abbazia.
Tracce di queste costruzioni venivano alla luce quando quelle terre erano ancora coltivate. Nell'arare i campi, si trovavano ossa, tegole e tracce di mura. Alcuni ragazzi di Preta, agli inizi degli anni '60, scavando in quel luogo, trovarono reperti di antiche mura ed una piccola campanella . All'inizio dell'abitato di Preta, esiste una strada chiamata "Via Santa", che scende al fiume: nei racconti dei vecchi del paese questa strada portava in località San Lorenzo, dove si trovava l'abbazia. La strada proseguiva poi per il fiume, dove è sicuro che esistesse un mulino. Attraversato il fiume, la strada finiva in un piano chiamato "prata sante", dove si dice esistesse un altro piccolo convento. Dai vari racconti e dal ritrovamento di questi resti, possiamo pensare che veramente l'antica abbazia di San Lorenzo fosse posizionata nel posto indicato, e Preta, collegata ad essa da questa via, fosse una delle tante "cellae" dell'abbazia.
Come già detto, probabilmente, i superstiti di tante sciagure e i monaci dell'abbazia rimasti, si trasferirono con il tempo nell'abitato di Preta dove edificarono una chiesa più grande in sostituzione del primitivo oratorio. In un atto di S. Visita citato dal Capponi, si dice: "Nel 1506 fù rovesciala la chiesa parrocchiale di San Lorenzo in Preta villa di Amatrice,nonché il convento dei Benedettini che lo reggevano. A cura dei parrocchiani venne allora edificata l'attuale chiesa parrocchiale che prese il nome di Maria SS del Popolo".
La chiesa di Preta,Maria SS. del Popolo, dopo il trasferimento dell' abbazia ad Amatrice, divenne parrocchia di Castel Trione, Cornillo Nuovo, e Capricchia. Subì un restauro nel 1600, ma poi, a causa di terremoti, fù seriamente lesionata, e nel 1925 fù abbattuta. Sullo stesso luogo fù poi ricostruita la chiesa attuale grazie alla cura di Padre Giovanni Minozzi, alla generosità dei parrochiani e alla vivace parola di Don Paolo Rozzi.

Tratto da :

PRETA
L' amore, la fantasia, la favola
a cura di Alberico Blasi